PIEVE ROMANICA DI SAN LORENZO IN MONTIGLIO MONFERRATO (AT)

La Pieve romanica di San Lorenzo in Montiglio (AT)

 L'antica pieve romanica di San Lorenzo si trova a ridosso del cimitero di Montiglio Monferrato (AT), e ora è di proprietà dell'omonimo comune che la tutela e la custodisce in maniera consona. Come molte altre chiese monferrine è ubicata sulla sommità di una collina da cui domina l'incantevole paesaggio agreste. Durante i diversi lavori di restauro succedutisi nel corso degli anni sono venute alla luce alcune lapidi funerarie di epoca romana, questi reperti suggeriscono che un tempo, dove ora sorge la chiesa, esisteva un altare pagano ( è stato anche ipotizzato, tramite un'iscrizione votiva, che fosse dedicato al dio Mercurio). Molto probabilmente anche le popolazione celtiche, che anticamente abitavano queste zone, usufruirono di questo punto di forza della terra. I primi documenti in cui si cita la pieve risalgono al X secolo, in un elenco delle chiese vercellesi, poi verso il 1474 essa passò sotto la nuova diocesi di Casale allora istituita. La pianta dell'edificio è a croce rettangolare a tre navate, nelle laterali sono state ricavate 6 cappelle a pianta semi esagonale e due a pianta rettangolare, vi è una sola abside semicircolare centrale. La chiesa misura circa 16 mt. di lunghezza per una larghezza di circa 8 mt. che divengono 10 mt. nella zona pre-absidale. L'anonima facciata è a capanna e fu ricostruita nel 1959. Vi è il portone d'ingresso e più sopra un rosone circolare. La parete sud ha la muratura di blocchi squadrati di pietra.

La Navata laterale è la più bassa, vi sono tre monofore con arco a tutto sesto ricavato in un monolite ed una porta d'ingresso nel transetto. Il suo coronamento è costituito da una cornice non decorata in pietra. Navata centrale: non presenta alcuna finestra; il coronamento vede archetti pensili intrecciati poggianti su mensoline lavorate, una diversa dall'altra, con più in alto una cornice scolpita a motivo floreale. L'abside semicircolare ha la muratura in blocchi di pietra squadrata intervallati orizzontalmente da file di mattoni.

Vi sono due monofore senza motivi ornamentali, con arco a tutto sesto ricavato in un monolite di roccia. Il coronamento presenta una cornice con motivo a losanghe, realizzate in pietra e cotto, poggiata su mensole in pietra scolpite, alcune raffigurano delle teste, e più sopra una cornice decorata a billettes in pietra. Solo sui fianchi absidali, in alto, si vede una cornice in pietra con motivo ad intreccio. La muratura della parete nord è simile alla sud: blocchi squadrati di arenaria. Navata laterale: ci sono tre monofore con arco in pietra a tutto sesto monoblocco. Il coronamento vede una cornice non decorata in pietra. Navata centrale: non vi è nessuna finestra; il coronamento vede archetti pensili semplici poggianti su mensoline, con più in alto una cornice scolpita con motivo a treccia. All'interno si nota che le prime tre campate delle navate laterali sono state trasformate in cappelle a forma semi esagonale, ciascuna con una monofora con arco a tutto sesto monolitico scolpito con motivi diversi. 

I pilastri con pianta a croce che sorreggono le campate sono stati murati per oltre un quarto per ricavare le cappelle. Gli stessi pilastri presentano verso la navata centrale delle colonne semicircolari nella fila sinistra, mentre la fila destra mostra delle lesene piatte con inciso il motivo a spina di pesce. I basamenti dei pilastri sono circolari nella fila sinistra mentre sono rettangolari nella fila destra.

Tutti i pilastri hanno i capitelli riccamente scolpiti, ciascuno diverso nel motivo. Le arcate delle cappelle hanno una fascia in pietra scolpita a billettes, presente anche come cornice all'inizio del soffitto a botte, questo realizzato in mattoni. In corrispondenza dell'inizio del catino dell'abside vi è un arco romanico, di minor raggio della volta, fatto con conci di pietra e mattoni. L'altare è molto recente ed è in muratura con tavolo in pietra di luserna.

L'abside semicircolare, delimitato ai due fianchi da due semicolonne con capitelli, ha due monofore; la muratura è di blocchi squadrati in pietra con qualche inserto orizzontale di mattoni laterizi. Presenta lungo tutto il perimetro due cornici orizzontali in pietra, la prima è posta sotto le monofore e scolpita con motivo a billettes, l'altra, sempre con decorazioni, delimita in alto l'inizio del catino absidale, questo costruito in mattoni.

Ma il luogo di culto che ci si presenta oggi non è purtroppo quello integrale ed autentico che un pellegrino diretto a Roma avrebbe visto. Della struttura originaria resta la navata centrale con le due file di pilastri che la delimitano. Infatti è nel 1577 che la Pieve di Montiglio subisce il primo drastico rimodernamento, anno in cui il vescovo Ragazzoni, nella visita pastorale, viste le pessime condizioni della chiesa divenuta cimiteriale, ordinò la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale. Nel 1584 fu visitata dal vescovo Carlo Montiglio che non la trovò ancora ultimata.

All'inizio del '600 il vescovo Pascale trovò la chiesa riparata, con un solo altare. Nel 1783 il tetto era in pessime condizioni. Seguirono una serie di lavori di restauro e ricostruzione che deturparono l'impronta romanica. Nel 1788 vengono ricostruiti i tetti e i muri perimetrali, compresa l'abside centrale; durante questi lavori scompaiono le due absidi delle navate laterali. Nel 1793 viene ricostruita la facciata e i due vani rettangolari ai lati dell'abside. Nel 1796 viene costruita la volta a botte e le cappelle a pianta semi esagonale. Nel 1952 furono compiuti alcuni lavori di consolidamento dovuti alle alluvioni dell'anno precedente. Nel 1959 furono finalmente ultimati i lavori iniziati nel 1955 con il rifacimento dei tetti delle navate laterali, i rinforzi delle fondamenta, il rifacimento totale della facciata a capanna, e la costruzione del muro ai fianchi della stessa.

Nonostante questi rimaneggiamenti la componente vibrazionale risulta comunque invariata. Il simbolismo, fortunatamente ancora presente, può venirci in aiuto nella decifrazione delle energie sottili. Nella figura sotto riportata si notano alcuni simboli presenti negli archetti della facciata Sud, e la loro emissione energetica (onde di forma) concorre ad aumentare l'effetto di risonanza della cassa armonica costituita dalla Pieve.

(Le foto sono state scattate il 3 ottobre 2009)

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