PIEVE DEL THO

STORIA

La pieve di San Giovanni Battista, comunemente chiamata pieve in Ottavo o pieve Tho, è senza dubbio il monumento più importante del territorio di Brisighella ed è “Monumento nazionale” dal 1908. Il nome Tho, o Ottavo, deriva dalla sua posizione nella via Emilia, trovandosi all’ VIII miglio da Faenza.  La bella chiesa romanica è la più antica pieve della vallata del Lamone. Da una bolla papale del 7 Dicembre 1143 risulta che la Plebs Sancti Johannis in Octavo era l’unica pieve esistente del territorio. Secondo una leggenda la pieve sarebbe stata fatta erigere dalla figlia di Teodosio, l’imperatrice Galla Placidia, sui resti di un tempio romano dedicato a Giove.  L’ origine della pieve è molto antica. Essa infatti è già menzionata in un documento ravennate del 909.  La primitiva chiesa, andata distrutta, fu ricostruita in stile romanico nelle forme che possiamo ammirare oggi. Durante i restauri del 1934 fu ritrovata un’ iscrizione in un capitello con la data MC, ed è quindi possibile che la ricostruzione della pieve sia avvenuta nell’anno 1100. L’ iscrizione però potrebbe riferirsi a un ulteriore rifacimento, e in tal caso la ricostruzione potrebbe essere avvenuta anteriormente al 1100. In seguito a successivi scavi condotti nel 1951 sono stati rinvenuti la cripta e ulteriori locali sotterranei, ma non si è risolto il problema della datazione. Gli storici sono propensi a individuare la sua costruzione intorno al IX secolo e  considerano l’edificio l’anello di congiunzione tra le pievi ravennati sorte tra il VI e X secolo e le chiese dei secoli successivi, dallo stile propriamente romanico. Gli edifici religiosi protoromanici ravennati si svilupparono partendo dalla architettura bizantina. Essi poi si evolvettero autonomamente, con caratteristiche tipiche e riscontrabili in numerose chiese della zona (a tal proposito, si tenga presente la forma poligonale assunta dall’abside all’esterno). La pieve del Tho era il centro ecclesiastico e civile amministrativo della vallata del Lamone ed è stata la unica chiesa con un fonte battesimale. 

NOTIZIE STORICO-ARTISTICHE

La bella pieve, in mattoni a vista, è a pianta basilicale a tre navate, con archi a tutto sesto che poggiano sopra colonne di marmo grigio e una colonna di marmo di Verona. Le colonne sono diverse tra loro in quanto a spessore. L’edificio è largo 13.20 metri e lungo 26.60 metri. La facciata, semplice e lineare, è costituita da materiale di reimpiego, tra cui mattoni romani. L’ ingresso presenta un protiro centrale. Il muro della navata centrale, all’ esterno,  è ritmato da decorazioni di archetti e lesene poste fra le monofore. Internamente la pieve risulta suggestiva nella sua armonia. Salendo sul presbiterio si possono ammirare affreschi quattrocenteschi raffiguranti gli apostoli San Pietro e San Matteo e la Vergine con il Bambino. Altri affreschi piuttosto rovinati, del 1500 ,rappresentano due angeli e Sant’ Antonio Abate. Scendendo le scale si giunge all’ affascinante cripta a oratorio, con pilastrini e colonnine usati come punti d’ appoggio della volta a crociera, oggi caduta. Negli zoccoli delle colonne è possibile notare l’antico pavimento. Dalla cripta si può entrare nelle due stanze attigue dove, durante gli scavi archeologici eseguiti dal 1951 al 1962, sono stati ritrovati reperti antichi come frammenti di vasi, ceramiche e i resti di un frantoio per l’olio del  I secolo d. C.. Questi reperti fanno supporre che la cripta non fosse usata solo per pregare. Anche l’ imponente campanile, alto 21 metri e restaurato nel 1968, in origine probabilmente era una torre militare di guardia.

 

(foto scattate il 15 settembre 2012)

 

 

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