ABBAZIA CISTERCENSE DI CASANOVA - CARMAGNOLA (TO)

ANTICA ABBAZIA DI CASANOVA

Diocesi di Torino ( sec. XII )

Piazza Antica Abbazia, 3 10022 Carmagnola (TO), fraz. Casanova 

L’abbazia dell’Assunzione di Maria Vergine e di San Michele di Casanova fu fondata dai monaci cistercensi intorno alla metà del XII secolo per volontà dei Marchesi di Saluzzo, che donarono delle terre al monastero di Tiglieto (GE) per fondarvi una nuova abbazia cistercense. 
Il sistema cistercense prevedeva 4 abbazie madri; la prima, fondata fuori dai confini francesi, fu nel 1120 l’abbazia di Tiglieto, la quale generò l’abbazia di Staffarda (TO) nel 1135 e quella di Casanova nel 1151, che passò sotto la protezione di papa Innocenzo III. 
Il sistema adottato dai monaci di Casanova per amministrare il patrimonio di terre era quello delle “grange”, centri autonomi di direzione e organizzazione del lavoro contadino e di raccolta della produzione locale. Grazie alle sue ingenti ricchezze Casanova attirò l’interesse dei potenti, che ne trascurarono però il messaggio religioso. Alla fine del 1400 il papa Sisto IV, su pressione del marchese di Saluzzo Ludovico II, trasformò l’abbazia in commenda, cioè una vera e propria azienda agricola, concedendo all’abate commendatario di ricavarne i diritti senza l’obbligo di residenza. 
Nel 1642 subì un primo saccheggio da parte di soldati calvinisti, conclusosi con la distruzione di tutti i libri ecclesiastici, a cui ne seguì un altro nel 1693 da parte dei francesi. A causa di un progressivo decadimento dei costumi nell’abbazia il papa Pio VI decise di sopprimerla nel 1792; la chiesa fu trasformata in parrocchia e furono secolarizzati i 14 frati che ancora vi erano ospitati. 
Tra il 1743 e il 1753, a causa di un incendio, il monastero fu demolito e ricostruito su progetto di Giovanni Tommaso Prunotto, mentre dal XVIII secolo la chiesa fu utilizzata come residenza sabauda, dapprima con Vittorio Amedeo III di Savoia, e successivamente con Vittorio Emanuele I. 
L'interno gotico è stato barocchizzato nel sei-settecento, con l'inserimento anche di importanti dipinti. La facciata è settecentesca è dell'architetto Francesco Gallo.

Il bene sarà visitabile negli orari indicati salvo celebrazioni liturgiche

(foto scattate il 3 settembre 2011)