SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLA GUARDIA

Dove si trova
Il Santuario di Nostra Signora della Guardia - conosciuto semplicemente come Santuario della Madonna della Guardia - è il più importante santuario mariano della Liguria. Edificato sulla vetta del monte Figogna, a 804 m s.l.m., è situato nel territorio del comune di Ceranesi, a circa 20 km da Genova.

Santuario Nostra Signora della Guardia sul Monte Figogna
16014 Ceranesi (GE);

 

Il Santuario
Benedetto Pareto, durante la bella stagione, sale ogni giorno il pendio del Monte Figogna, che sovrasta Livellato. Lassù fa pascolare le pecore e raccoglie erba . La sua giornata è interrotta solo dal pasto che la moglie gli porta da casa, verso le dieci del mattino. 
Un giorno, alla fine di agosto, mentre Benedetto aspetta la moglie, gli si avvicina una Signora, bella e splendente, che si presenta come la Madre di Gesù, lo conforta e gli chiede di costruire una cappella sul monte. Benedetto esita: "Sono tanto povero, e per fabbricare su questo monte alto e deserto occorreranno così tanti soldi che io dispero di riuscirci". Ma Maria lo rassicura: "Non avere paura. Sarai molto aiutato". Pieno di entusiasmo Benedetto si precipita a casa per parlare dell'incontro miracoloso alla famiglia. La moglie incredula lo deride: "Finora voi siete stato considerato da tutti un uomo semplice; d'ora in poi sarete ritenuto balordo o matto del tutto": è così convincente da dissuadere il marito da ogni progetto. Il mattino dopo Benedetto sale su un albero di fico, il ramo cede al peso del suo corpo e si spezza.
La caduta lascia conseguenze gravissime, che fanno pensare al peggio. Infermo a letto, Benedetto riceve ancora la visita della Madonna che, rimproverandolo dolcemente, lo invita di nuovo a costruire la cappella, e lo guarisce immediatamente, Superato ogni indugio, Benedetto si mette al lavoro: percorre tutta la valle chiedendo aiuto di braccia e offerte . In poco tempo porta a compimento la cappella. La data attribuita dalla tradizione alla prima apparizione, 29 agosto 1490, è discussa dagli storici del Santuario.
Nel 1490 il 29 agosto era domenica: è difficile pensare che Benedetto Pareto violasse il riposo settimanale con un'intera giornata di lavoro in altura.
E' vero però che dagli anni successivi l'anniversario è sempre stato celebrato il 29 agosto. 
Un'antica tradizione, secondo la quale il giorno dell'apparizione era un mercoledì, restringe il campo a due anni: 1487 e 1492. 
Gli studiosi propendono per il 1487, dato che nel 1488 sul vicino passo dei Giovi già si costruiva una cappella dedicata a Nostra Signora della Guardia. Il nome 
In tempi antichi i monti posti in posizione strategica per avvistare navi nemiche o portatrici di epidemie venivano chiamati "guardie".
Questo appellativo è diventato poi simbolo della materna protezione offerta da Maria al suo santuario ed alla sua gente. La città di Genova l’ha eletta quale patrona e la venerazione nei suoi confronti si è ormai estesa ben oltre i confini della Liguria.


 

Opere d'Arte
La Basilica in stile cinquecente­sco, (lunga 49 m. e larga 26), a croce latina, con tre navate divise da otto archi a tutto sesto, è sormontata da una cupola ottagonale alta 40 m. Sul lato Est, la maestosa torre campanaria (45 m.), ultima­ta nel 1899 su disegno dell’Ing. Guglielmo Calmieri.
Navata centrale e controfacciata: sono interamente coperte da affre­schi (1963-1966) di Antonio Giu­seppe Santagata. Soggetti: il fatto dell’Apparizione, alcune scene della vita della Madonna e, nelle vele delle finestre, i versetti dell’Ave Maria. Nella controfaccia­ta: l’offerta a Maria del “cuore del­la città” da parte del Card. Giuseppe Siri.
Mirabili gli affreschi della >cupola del pittore L. Arzuffi: la gloria di Maria tra gli an­geli e i Santi protettori della Repubblica di Genova. Nella parte inferiore l’arrivo di Colombo nel nuovo mondo e altri epi­sodi della storia di Ge­nova “città di Maria Santissima. ­Nei pennacchi, i Dottori “ma­riani” della Chiesa: S. Bernardo, S. Gio­vanni Damasceno, S. Cirillo e S. Efrem.
Nel Transetto: le pittu­re della volta, ini­ziate da GB. Semi­no nel 1941 e in­terrotta a causa della guerra, sono completate nel 1945 dall’Ar­zuffi. Raffigurano la Vergine e vari episodi della sua vita: la Nascita di Maria e la Visita ad Elisabetta, la Presentazione al tempio e lo Sposalizio. 
La Cappella del transetto sinistro è dedicata alla Vergine incoronata e a Sant’Eusebio : in basso, sull’altare, la statua marmorea di S. Eusebio, del 1544 e in alto, la preziosa nicchia del Parracca del ‘600, con la statua della Vergine della Guardia, incoronata nel 1652 dal Cardinale Durazzo; ai lati, le statue seicentesche del medico S. Pantaleo e S. Michele, (invocati per mali del fisico e dello spirito), tutte provenienti dalla vecchia chiesa del 1530.
La Cappella del transetto destro è dedicata al Sacro Cuore. Sotto l’altare, notevole il presepe marmoreo di Gian Domenico Carli; ai lati, le statue di S. Domenico e S. Caterina da Siena. La Cappella è, oggi, caratterizzata dai “fiocchi dei neonati”, donati dai genitori all’atto di affidamento dei Bimbi a Maria.
Presbiterio e coro: l’affresco della volta, l’Incoronazione della Vergine, è opera del Semino, quelli del catino absidale, l’Annunciazione, l’Immacolata e la Madonna ai piedi della croce, sono dell’Arzuffi.
Nel coro, che funge oggi da “Penitenzieria”, tre vetrate, raffiguranti le apparizioni al Pareto e la Mater Ecclesiae, quest’ultima, su disegno del Santagata. Sul lato destro vicino alla Sacrestia, la tomba di Mons. Pietro Malfatti, rettore del Santuario dal 1899 al 1949, con bassorilievo bronzeo dello scultore G.B. Airaldi.
Altare Maggiore in marmo bianco statuario, è realizzato da Angelo Ortelli su disegno dell’Arch. Raffaello Salvatori (1940) Ornato di colonnine scanalate in onice con basi e capitelli in bronzo dorato. Sul davanti, le statue di Mosè e del Profeta Elia, di Umberto De Giovanni; dello stesso scultore, il paliotto in bronzo dorato dell’Ultima Cena. Per adeguarsi alle moderne esigenze liturgiche la mensa dell’altare è stata riadattata. Nel 1994, dall’Arch. Giorgio Gnudi. Sue anche la cattedra e l’ambone. 
Sulla sinistra il caratteristico “Cristo nero” processionale della prima metà del ‘900. Centrale, alle spalle dell’altare, >il tempietto con la statua della Madonna della Guardia, fine opera con colonne, angeli e putti dello scultore Antonio Ricchini (1899). La statua lignea è una delle più belle di Antonio Giuseppe Canepa (1894).L’interno dell’edicola marmorea è rivestito, dal 1944, di mosaico a oro zecchino. La statua è stata incoronata dall’Arcivescovo Beato Tommaso Reggio, a nome di Papa Leone XIII, il 10 giugno 1894.
Cappelle laterali: nella navata sinistra la Cappella di San Giovanni Battista altra pregevole statua di Antonio Giuseppe Canepa. Nella navata destra la Cappella di San Giuseppe, opera dello scultore Ortelli; ospita provvisoriamente, l’artistico presepe, con Statuine settecentesche, scuola del Maragliano, recentemente restaurate e ambientate in una scenografia del ‘700 del centro storico genovese. Autore dell’ambientazione, il presepista Enzo Cassini. A fianco della cappella il quadro del Torriglia che raffigura S. Agostino.
Sacrestia: inserito fra i mobili in noce massiccio, l’antico altare della prima chiesa il cui paliotto raffigura, in bassorilievo, per la prima volta (prima metà del ‘500) la scena dell’apparizione con la Madonna ed il Pareto.
Cappella invernale: Attigua alla sacrestia. Sull’altare, il quadro del Torriglia (1895), discepolo del Barabino, raffigurante l’Apparizione della Vergine a Benedetto Pareto. Alla parete il Crocifisso settecentesco del Maragliano.

(Le foto sono state scattate il 1 gennaio 2015)