SANTUARIO N.S. DELL'ACQUASANTA (GE)

L'origine del Santuario non è abbastanza nota, benché si faccia risalire ad epoca remotissima. Secondo alcuni storici sarebbe collegabile alla venerazione di una sacra immagine, collocata in luogo frequentato da tempo immemorabile per la presenza di una sorgente d'acqua solforosa. I n principio sarebbe esistita una piccola cappella, forse costruita sulle rovine di un tempietto pagano, probabilmente dedicato alla ninfa Eja, da cui avrebbe nome il torrente Leira, che scorre appunto poco distante dal Santuario.

Stando ai riferimenti certi, la prima notizia sull'Acquasanta ci viene da un documento del 1465, relativo alla nomina con decreto di mons. Leonardo De Fornari, vicario dell'arcivescovo Paolo Campofregoso - dell'arciprete Bartolomeo Valdettaro della Pieve di Palmaro, quale custode della chiesa che - si legge nel documento - viene definita " campestre " e dedicata alla BEATA VERGINE DI ACQUASANTA. Nel decreto di nomina si dichiara di voler provvedere alla custodia di quella chiesa, mancando da lungo tempo la presenza d'un sacerdote, che si occupasse non soltanto delle funzioni religiose, ma anche dei redditi, dei diritti e delle spettanze relative. L'arciprete Valdettaro veniva nominato allora usufruttuario di ogni bene, lasciando logicamente supporre che da lunghi anni si fossero accumulati valori ed offerte in favore della prima cappella. Se ne può dedurre che la devozione alla Vergine, in quel piccolo tempio a lei dedicato, abbia avuto inizio prima del 1400.

Quanto ai motivi della fondazione della chiesa si hanno varie supposizioni.
Una tradizione popolare racconta che, in una notte del medioevo, alcuni pastori venissero sorpresi da una gran luce sorgente dalle acque del torrente Leira. Di fronte all'inconsueto spettacolo sarebbero scesi verso la riva ed avrebbero trovata, risplendente di luce, una statua della Madonna. La notizia, sparsasi rapidamente, avrebbe determinato un continuo pellegrinaggio di folle devote sul luogo della straordinaria scoperta. In seguito si sarebbe provveduto a costruire una prima cappella, in cui accogliere la statua ritrovata.
   
Qualche tempo dopo - sempre secondo la tradizione - una piena del torrente distrasse irrimediabilmente quel piccolo tempio, rispettando però l'immagine già tanto venerata. Poco lontano, si edificò allora una seconda cappella per custodirvi l'immagine prodigiosa.

Per quanto ci è dato sapere era di piccole dimensioni ed alcune tracce ancora esistenti fanno pensare che fosse a tre navate con il coro rivolto ad Oriente. Ma pare che tale fu il concorso dei fedeli che ben presto si dovette procedere alla costruzione di una nuova chiesa più grande e decorosa quale oggi vediamo.


Più credibile sarebbe un'altra versione.

La statua della Madonna sarebbe stata portata da un gruppo di marinai, provenienti dal Levante. Infatti - secondo lo storico Cervetto - "il volto della Madonna ha il profilo delle sacre sculture greche".

Secondo una terza versione, la statua della Vergine sarebbe stata portata dall'Oriente, da un vecchio eremita, forse ai tempi delle Crociate. Non è peraltro esclusa l'ipotesi che l'origine sia anche più remota, potendo risalire (come per casi analoghi) al tempo della furia iconoclasta d'Oriente nei sec. Vili e IX, quando non poche immagini sacre furono trafugate (e magari nascoste per lungo tempo) tra gli anfratti e lungo i torrenti delle coste liguri, in attesa di un rinvenimento, a volte casuale, che li riportasse alla luce.

 

 

 

 


Ciò che sin dai primi tempi attirò indubbiamente l'attenzione sul luogo, oggi detto ACQUASANTA, deve essere stata la presenza dell'acqua, quella sulfurea, considerata per molti effetti terapeutica e persino miracolosa, In realtà l'acqua ha alcune sue caratteristiche naturali che la fanno apprezzare per la cura di non poche malattie. Ma nulla ha da vedere con ciò che di propriamente spirituale rappresenta il Santuario, " segno " ormai da secoli di una presenza soprannaturale, quella della Vergine, Madre di Dio.

Prima di giungere all'erezione dell'attuale Santuario (1710), già notevole era il concorso di popolo, in gran parte proveniente dalle borgate vicine di Mele, Veltri, Fra, Palmare, Crevari, Arenzano, ecc. Si ha memoria, tra l'altro, della visita compiuta il 30 marzo 1617 da mons. DE MARINI, il quale trovò la statua della Vergine già situata sull'altar maggiore, fornito dell'ancona di Lazzaro TAVARONE (1616), raffigurante l'Assunta. Lo stesso prelato rilevò nella sua relazione che si recava al Santuario " grande moltitudine di pellegrini " e prescriveva che si provvedesse ad un'altra statua: quella appunto scolpita poi nel marmo da Tommaso ORSOLINO. Ambedue le statue (quella lignea più antica e quella nuova di marmo) sono ricordate nell'atto di visita di un altro arcivescovo, mons. G. B. SPINOLA, che fu al Santuario il 10 ottobre 1672.

Stando alle cronache di quel tempo, furono gli anni di maggior prestigio per l'Acquasanta. Si era precisamente nei sec. XVII e XVIII. Un sacerdote voltrese, il rev. CHIAZZARI, annota che dal 1600 in poi " tanto crebbe la divozione dei fedeli verso nostra Signora dell'Acquasanta che, al dir d'una cronaca, non solo accorrevano gran truppe di pellegrini, ma ancora le intere popolazioni ", tra le quali tante pie Confraternite, come avvenne - a testimonianza dello stesso storico - nell'anno 1671. Il Chiazzari cita un lungo elenco di parrocchie, venute da lontano, in processione " portando tutte larghe e preziose oblazioni ". L'usanza di venire al Santuario in processione durante l'estate, perdura ancora oggi per alcune parrocchie più vicine all'Acquasanta, a cominciare dal 15 agosto.