VILLA GODI E VILLA PIOVENE

Villa Godi Malinverni è una delle prime costruzioni di Andrea Palladio. Il progetto venne pubblicato dallo stesso architetto nel trattato I quattro Libri d’Architettura anche se appaiono varie differenze tra la fabbrica edificata ed il disegno: basti notare la distribuzione delle finestre e la presenza di un frontone non realizzato. Gli interni furono affrescati da tre artisti legati alla tradizione veronesiana cinquecentesca. Battista Zelotti decorò gran parte delle sale raffigurando muse e poeti, esaltando gli Dei classici nella sala dell’Olimpo e Venere e Cupido nella stanza adiacente.

Sulle pareti del salone rivivono gli scontri tra l’imperatore Alessandro il Grande ed il sovrano persiano Dario, e gli amori di Giove per Ganimede e per Europa. Gualtiero Padovano, come si nota nella sala del Putto, è senza ombra di dubbio il più debole dei pittori qui impegnati. La villa Godi Malinverni custodisce anche due importanti raccolte di quadri e di fossili. Nella pinacoteca sono esposti alcuni capolavori dell’arte italiana dell’Ottocento: vi sono opere di Cremona, Hayez, Induno, Michetti, Tofano e persino di Segantini.

 

A pochi passi da Villa Godi Malinverni sorge il complesso di Villa Piovene Porto Godi. Attribuito ad Andrea Palladio è il corpo centrale, che è riferibile, secondo alcuni storici, agli anni 1539-40. La facciata presenta un pronao agettante esastilo: le colonne di ordine ionico sono coronate dal frontone triangolare ornato da statue. Nel secolo decimottavo, Francesco Muttoni ideò le due barchesse laterali, la lunga scalinata ed il cancello.

Molte statue arricchiscono il giardino e sono attribuite ad Orazio Marinali o, più probabilmente, ad autori della cerchia di quest’artista. Muttoni realizzò anche la scala a tenaglia che conduce al piano nobile tagliando lo zoccolo del pronao. Annessa alla villa è la piccola Chiesa dedicata a San Gerolamo e costruita nel XV secolo. Un grande parco, d’interesse nazionale, si sviluppa lungo i pendii premontani.

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