ORATORIO DI N. S. ASSUNTA IN CORONATA

L’esistenza dell’oratorio è confermata dalla relazione del Visitatore Apostolico Mons. Bossi del 1582. Altre testimonianze vedono attiva la Confraternita agli inizi del Seicento col nome di Santa Maria delle Vesti Bianche; essa assunse l’intitolazione attuale nel 1609. Nella prima metà del Seicento l’oratorio è completamente riedificato secondo l’attuale struttura architettonica. La facciata è conclusa nel 1705, quindi è portata a termine la decorazione interna.

L’oratorio subisce una grave devastazione nel 1747 ad opera delle truppe austriache, ma in breve tempo l’oratorio riprende il suo decoro. Purtroppo a fine Settecento è l’occupazione napoleonica a sottoporre l’oratorio a nuove spoliazioni ed a controlli sulla sua attività, sino alla chiusura del 1811. A seguito di ciò, per buona parte del secolo XIX l’oratorio vive in tono minore. L’attività della Confraternita riprende sul finire degli anni venti del secolo scorso, ma i bombardamenti della seconda guerra mondiale porteranno altre distruzioni. Nel dopoguerra si provvede ad un completo restauro e nel 1955 l’oratorio riprende l’attività. Tuttavia l’oratorio subisce gravi lesioni e guasti a seguito della costruzione della sottostante autostrada, per cui, mancando alcun intervento se ne decide la chiusura nel 1978. Tra il 1980 ed il 2000, con il contributo di Enti e delle stesse Confraternita e Parrocchia è realizzato un grandioso restauro che riporta ancora una volta l’edificio all’antico splendore.

L’oratorio ha un’unica navata con copertura a capanna. In facciata un imponente portale sormontato da un frontone e una piccola statua della Vergine. L’interno, con volta a botte è illuminato da grandi finestre barocche. La ricchezza delle decorazioni, significativo esempio di barocchetto genovese, contrasta con la semplicità dell’esterno. La volta è abbellita dagli affreschi di Giuseppe Palmieri (1674-1740) con al centro un grande Giudizio Universale. Le pareti sono adornate con una vasta raccolta di dipinti di Giovanni Raffaele Badaracco (1645-1717) con momenti della Passione di Cristo, e scene della Vita di Maria, racchiusi in eleganti cornici di stucco. In controfacciata, una tela raffigurante l’Ultima Cena del Badaracco.

Nella chiesa vi sono tre altari in marmi policromi, mentre lungo le pareti sono conservati gli scanni lignei, con schienali riccamente lavorati. Una statua della Madonna e due Crocifissi formano l’arredo processionale della Confraternita: la statua della Madonna Incoronata, di autore ignoto, risale al 1647; unCrocifisso bianco è attribuito al Maragliano (Genova, 1664-1739), mentre il Crocifisso moro fu acquistato nel 1923.