PIEVE ROMANICA DI SAN PIETRO IN MESSA - XII SEC. PONTE MESSA (RN)

La Pieve romanica di San Pietro in Messa, si trova nella località di Ponte Messa, a pochi chilometri da Pennabilli, in provincia di Rimini. L’attuale struttura del tempio risale al XII secolo, ma alcuni documenti testimonierebbero l’esistenza della Pieve già nel 912. Quel che è certo è che il luogo scelto per la costruzione dell’edificio corrispondeva ad un preesistente sito romano, come rivela l’antica ara romana che ancora fa da base all’altare. Non a caso, l’insediamento romano sul torrente Messa, da cui deriva il nome dell’attuale paese e della stessa Pieve, rappresentava un punto strategico dell’iter Tiberinus. La zona fu evangelizzata nel V secolo e cadde prima in mani longobarde, poi franco-carolinge. Nel XII secolo l’edificio fu interessato da una radicale opera di riqualificazione, quasi certamente opera di maestranze lombarde. Le forme attuali della Pieve dichiarano infatti l’appartenenza al più tipico stile romanico padano: la facciata a capanna, con due salienti laterali, rispecchia la pianta basilicale interna a tre navate, una centrale più alta, due laterali di dimensioni ridotte. Sul portale di ingresso, di particolare finezza cromatica, si notano i resti di un protiro, sopra il quale si apre una piccola bifora divisa da una colonnina in pietra. L'archivolto del protiro poggia su due lastre rettangolari, sotto le quali sporgono due mensole di pietra, scolpite con figure simboliche. Nella mensola di destra compare l'immagine di un Cane alato che ringhia; nella faccia interna si scorge invece un Dragone con la coda attorcigliata. Sugli spigoli è istoriata, da un lato, un’Aquila con le ali spiegate, dall'altro, una Testa d'ariete con le corna arcuate. Al centro, l'Albero della vita, simbolo cristologico. Nella mensola sinistra, in entrambe le facce laterali ricorre un nastro intrecciato. Il resto della facciata è animata da lesene verticali e cornici orizzontali. Girando intorno all’edificio è possibile ammirare la piccola torre campanaria quadrata, che si erge al termine del fianco sinistro, ed il sobrio catino absidale semicircolare, squarciato da monofore centinate. Lo spazio interno è suddiviso da quattro arcate a tutto sesto, rette, nelle prime tre campate, da pilastri poggianti su plinti quadrati e, nell’ultima, da semipilastri a sezione quadrata. L’ambiente appare spoglio, poiché gli ornamenti originali sono andati in gran parte perduti. Si trovano comunque capitelli residui, intagliati con varie figurazioni. Della cripta rimane solo il portale d’ingresso, mentre nell’abside si possono scorgere tracce dell’antica decorazione. Il visibile impoverimento della Pieve fu dovuto al graduale abbandono del sito. Nel XVI secolo il fonte battesimale du trasferito nella Collegiata di San Bartolomeo in Penna e nel corso del ‘700 la chiesa fu ristretta e adibita in gran parte a casa colonica. Solo alla fine dell’ultima guerra l’antica Pieve fu restaurata e restituita alla sua originaria funzione religiosa.